martedì, 31 gennaio 2006
20:04

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L'I.T.C. Vesevus ha bisogno di un nuovo istituto

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“Abbiamo bisogno di una nuova struttura, altrimenti rischiamo il collasso”, il grido di allarme parte da alunni, professori e personale amministrativo dell’I.T.C. “Vesevus”. L’unica scuola superiore del territorio boschese, si ritrova a dover fronteggiare una situazione sempre più difficile, con una struttura non più in grado di rispondere alle esigenze quotidiane.

Le scarse condizioni igieniche e il degrado strutturale del vecchio convento sito in via Giovanni della Rocca, che da anni ormai accoglie la sede principale dell’istituto tecnico commerciale “Vesevus”, sono insostenibili, eppure l’offerta didattica resta ampia. Infatti, l’istituto resta aperto per l’intera giornata, offrendo di pomeriggio corsi per studenti lavoratori, ciò ha provocato un aumento di iscritti nell’ultimo anno scolastico. Le aule dell’istituto sono in pessime condizioni.

I ragazzi, costretti a vivere parte delle loro giornate in stanze sporche, fredde e malridotte, sono stanchi. Appoggiati dai loro genitori e da tutti i docenti dell’istituto protestano contro la noncuranza del problema da parte di coloro i quali dovrebbero sentirsi in obbligo di prestare loro attenzione, di ascoltare il loro grido di aiuto e cercare di risolvere un problema che ormai va avanti già da molti anni.

“Non è possibile fare lezione in questo stato” - protestano i ragazzi. “Per colpa della struttura l’istituto non può perdere il suo buon nome, da anni garanzia di efficienza” – reclamano i docenti ma, questa volta, le loro lamentele sono diventate una voce.

Venerdì mattina le porte dell’edificio si sono aperte dinanzi agli occhi increduli del consigliere provinciale dello Sdi, Stefano Pagano che, guidato dai ragazzi, ha avuto modo di visitarne le aule o, forse è meglio dire, ciò che resta di quelle che anni fa furono le aule dell’istituto. Porte e finestre penzolanti, mura annerite dal tempo e dall’umidità che l’assenza di un adeguato impianto di riscaldamento ha reso parte integrante della vita nell’istituto.

Sono anni che la provincia ha acquistato dal comune di Boscoreale la struttura che dovrà diventare la sede dell’istituto, che è situata a via Settetermini, a poche centinaia di metri dall’attuale edificio. Proprio per questo motivo la protesta di studenti e docenti diventa rabbia, chiedendosi se ora ci vorranno altrettanti anni per poter occupare finalmente la aule e fare lezione in modo civile ed  adeguato alle esigenze di tutti.

La provincia, attraverso le rassicurazioni del consigliere Pagano,  promette che da oggi cominceranno a mettere in moto i motori per garantire entro 12 o massimo 18 mesi la risoluzione del problema. Inoltre nei prossimi giorni una delegazione di alunni, docenti e genitori sarà ricevuta presso gli uffici provinciali per un incontro al quale dovrebbe prendere parte il progettista del nuovo istituto  e che seguirà i lavori di attuazione, in modo da permettere alle parti in causa di seguire da vicino il programma. 

Nel frattempo,  il consigliere Pagano promette “repentini lavori di manutenzione ordinaria, che sono mancati nel corso di questi ultimi anni, saranno effettuati mensilmente nell’edificio di via Giovanni della Rocca, in modo che i ragazzi possano quanto meno riuscire a studiare nel modo più civile possibile”.

Anna Carillo
 

   
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